BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY - Cheap Thrills (1968)

BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY (1965 – San Francisco, CA, USA) 
Cheap Thrills [in parte live] LP (Columbia US/CBS UK) ✯✯✯✯✯
12 Agosto 1968 (US, #1) – Settembre 1968 (UK)

Genere: Blues Rock Psichedelia

Lato A 
1.Combination of the Two 5:47 * 
2.I Need a Man to Love 4:53 * 
3.Summertime 3:58 * 
4.Piece of My Heart 4:13 * 

Lato B 
5.Turtle Blues 4:21 
6.Oh, Sweet Mary 4:14 
7.Ball and Chain 9:28 * 

FORMAZIONE 
Sam Andrew: chitarra, basso (6), voce 
Peter Albin: basso, chitarra (6), chitarra acustica (5)
James Gurley: chitarra 
David Getz: batteria 
Janis Joplin: voce 

Produzione: John Simon
Registrazione: Winterland Ballroom (San Francisco, CA, USA) | Columbia Studios (New York, NY, USA) | Columbia Studios (Los Angeles, CA, USA)
Grafica: Robert Crumb
Durata: 37:11

DISCOGRAFIA 
Big Brother & The Holding Company (Mainstream, 1967) 
Cheap Thrills [in parte live] (Columbia, 1968) *
Be A Brother (Columbia, 1970) 
How Hard It Is (Columbia, 1971) 
"Take it! Take another little piece of my heart now, baby!
You know you’ve got it, if it makes you feel good."
Piece of My Heart

C’è un momento preciso, nella parabola ascensionale della San Francisco psichedelica, in cui il sogno floreale della Summer of Love inizia a mostrare le prime crepe, sporcandosi di quel fango primordiale chiamato Blues. Quel momento ha un nome, un corpo tormentato e una voce che sembra graffiare il cielo: Janis Joplin.

Cheap Thrills non è semplicemente un disco; è un’epifania di carne e elettricità. Doveva intitolarsi Sex, Dope & Cheap Thrills, un trittico di peccati che la Columbia – ancora troppo timorata di Dio – decise di sforbiciare, lasciandoci però intatta la sostanza: un brivido a buon mercato che scotta più dell'inferno.

Dimenticate la perfezione formale. Qui siamo nel regno dei Big Brother, quel manipolo di freaks sgangherati reclutati da Sam Andrew tra le nebbie della Baia. Molti li hanno definiti mediocri, tecnici allo sbaraglio. Follia. Ascoltate le chitarre "psico" di James Gurley e Sam Andrew III: sono lame di acido che tagliano il tessuto di un blues ancestrale. Non sono precisi, sono veri. Suonano come se si trovassero all'incrocio tra la soul della Motown e un punk ante-litteram sporcato dal deserto di Morricone.

E poi c’è lei, la "Pearl" non ancora postuma. Janis qui non canta, si immola. In "Summertime" la sua voce fa accapponare la pelle, trasformando la ninna nanna di Gershwin in un urlo di desiderio e disperazione che rivaleggia con i giganti. Quando attacca "Piece of My Heart", la Joplin non sta interpretando Erma Franklin: sta strappando un lembo del proprio cuore per porgerlo, ancora pulsante, a un pubblico che non può fare altro che inginocchiarsi. È un impasto miracoloso dove l’anima di Bessie Smith incontra la grazia di Aretha e l'impeto tellurico di James Brown.

"Ball and Chain" è il sigillo definitivo. Un blues viscerale, rallentato fino allo spasmo, che ci trascina direttamente nei penitenziari yankee, tra sbarre di ferro e polvere. È la prova del fuoco di una band che, pur nel suo caos creativo, ha saputo definire uno standard di efficacia che i posteri faticheranno a eguagliare.

A incorniciare questo rito pagano, la copertina di quel genio underground di Robert Crumb. Un caleidoscopio di vignette che trasudano controcultura, costate alla Columbia appena 600 dollari ma diventate, col tempo, l'icona stessa di un'epoca.

Cheap Thrills è il vertice assoluto e, tragicamente, l'inizio della fine. Nel 1968 la fama è già un veleno che amplifica le insicurezze di Janis, mentre l’alcol e le droghe iniziano a stringere i bulloni intorno al suo carattere fragile. Ma per quei cinquanta minuti di musica, la Joplin è stata felice. E noi con lei, persi in un vortice di "brividi facili" che, a distanza di decenni, continuano a bruciare come se il tempo non fosse mai passato.

Il Verdetto: Se non avete questo disco, non state ascoltando il Rock’n’Roll. State solo ascoltando del rumore che cerca di imitarlo. Recuperate la ristampa Legacy: è il passaporto per il paradiso (o per un onestissimo inferno).





Nessun commento:

Posta un commento