MAGAZINE - Real Life (1978)

MAGAZINE (1977 – Manchester, Greater Manchester, UK) 
Real Life LP (Virgin UK/Virgin US) ✯✯✯✯✰
9 Giugno 1978 (#29 UK) 

Genere: Post-Punk Art Punk 

Lato A 
1.Definitive Gaze 4:25 * 
2.My Tulpa 4:47 * 
3.Shot by Both Sides 4:01 * 
4.Recoil 2:50 
5.Burst 5:00 * 

Lato B 
6.Motorcade 5:41 * 
7.The Great Beautician in the Sky 4:56 
8.The Light Pours Out of Me 4:36 * 
9.Parade 5:08 

FORMAZIONE 
Howard Devoto: voce
John McGeoch: chitarra, sax 
Barry Adamson: basso 
Martin Jackson: batteria
Dave Formula: tastiere 

Produzione: John Leckie 
Registrazione: Abbey Road Studios (London, UK)
Grafica: Linder 
Durata: 41:24 

DISCOGRAFIA (1978-81) 
Real Life (Virgin, 1978) * 
Secondhand Daylight (Virgin, 1979) * 
The Correct Use Of Soap (Virgin, 1980) * 
Sweetheart Contract EP (Virgin, 1980) 
Play (live) (Virgin, 1980) 
Magic, Murder And The Weather (Virgin, 1981) 

“Shot by both sides
On the run to the outside of everything
Shot by both sides
They must have come to a secret understanding”

Shot by Both Sides

Peccatori, oggi non siamo qui per agitare i polsi in un pogo sgangherato. Oggi si entra nel tempio dell'intelligenza applicata al rumore. Se il 1977 era stato l’anno dell’incendio, il 1978 è l’anno in cui Howard Devoto ha deciso di costruire una cattedrale sulle ceneri ancora calde.

Abbandonare i Buzzcocks dopo aver inventato il punk mancuniano non è stato un tradimento, fratelli, è stato un atto di fede verso il futuro. Devoto ha capito prima degli altri che tre accordi non bastavano più a spiegare il vuoto che avevamo dentro. Ha preso il nichilismo e l'ha trasformato in poesia decadente, ha preso la rabbia e l'ha vestita di seta e velluto.

Real Life è il primo, glorioso vagito di una creatura nuova. Sentite quelle tastiere? È il tocco magico di Dave Formula, un uomo capace di far suonare i sintetizzatori come se fossero sogni elettrici o incubi urbani. E che dire di John McGeoch? La sua chitarra non accompagna, incide. È un chirurgo del suono che prepara il terreno a quel basso monumentale di Barry Adamson. Questi ragazzi non stavano solo suonando, stavano scrivendo il codice genetico di tutto ciò che avremmo amato negli anni a venire.

Il rito si apre con la tensione nervosa di "Definitive Gaze", ma è quando arriva "Shot By Both Sides" che capisci di essere davanti alla Storia. Quel riff, strappato dal cuore dei Buzzcocks e rigenerato in un laboratorio futurista, è l'urlo di chi si sente accerchiato, un inno all'alienazione che non invecchierà mai.

Il vero miracolo avviene in "The Light Pours Out Of Me". Qui i Magazine ci mostrano come si possa essere feroci e dandy allo stesso tempo. È un rock solenne, quasi liturgico, che guarda ai Roxy Music, ma con la bava alla bocca tipica di chi ha vissuto la strada. I testi di Devoto sono lame: caustici, sarcastici, intelligenti fino a far male. È l’alienazione urbana raccontata da un filosofo che ha deciso di vendere l’anima al diavolo del Rock 'n' Roll.

In questo album c’è tutto: il glam che si sporca le mani, il pop che diventa colto e il punk che finalmente impara a pensare. I Magazine sono stati il ponte tra il passato che bruciava e il futuro che gelava.

Il Verdetto: Un pilastro assoluto. Un disco che ha dato un cervello al Post-Punk senza togliergli il cuore. Se non avete mai lasciato che la luce di questo album si riversasse su di voi, siete ancora prigionieri delle tenebre della mediocrità. Quattro stelle che brillano di una luce fredda e magnifica. Amen.





 

Ascolta anche: MAGAZINE - Secondhand Daylight (Virgin, 1979)

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