THE SISTERS OF MERCY - First and Last and Always (1985)

THE SISTERS OF MERCY (1980 – Leeds, West Yorkshire, UK) 
First and Last and Always LP (Merciful Release UK/Elektra US) ✯✯✯✯✯
11 Marzo 1985 (#14 UK) 

Genere: Gothic Rock 

Lato A 
1.Black Planet 4:27 * 
2.Walk Away 3:20 * 
3.No Time to Cry 3:54
4.A Rock and a Hard Place 3:36 
5.Marian (Version) 5:37 * 

Lato B 
6.First and Last and Always 3:58
7.Possession 4:36 
8.Nine While Nine 4:07 
9.Amphetamine Logic 4:46 
10.Some Kind of Stranger 7:16 * 

FORMAZIONE 
Andrew Eldritch: voce
Gary Marx: chitarra 
Doktor Avalanche: drum machine 
Craig Adams: basso 
Wayne Hussey: chitarra, voce

Produzione: David M. Allen 
Registrazione: Strawberry Recording Studios (Stockport, Manchester, UK)
Grafica: Andrew Eldritch | Mick Lowe 
Durata: 45:37 

DISCOGRAFIA 
The Reptile House EP (Merciful Release, 1983) * 
First And Last And Always (Merciful Release, 1985) * 
Floodland (Merciful Release, 1987) * 

“Still so dark all over Europe

And the rainbow rises here
In the western sky
The kill to show for
At the end of the great white pier”
Black Planet

Fratelli e peccatori del lato oscuro: riponete i vostri ombrelli di pizzo e preparatevi. Se il Dark fosse un genere cinematografico, questo sarebbe il Noir definitivo, girato in un bianco e nero così contrastato da bruciarvi le pupille. Non stiamo parlando di una band, ma di un dogma che si incarna tra le nebbie industriali di Leeds per lasciarci in eredità il suo testamento più alto e doloroso.

First and Last and Always è la summa di un pellegrinaggio iniziato nel 1980, centellinato in una sequenza di singoli ed EP che oggi sono reliquie. È qui, tra questi dieci solchi, che il Verbo di Andrew Eldritch si fa pietra angolare. Eldritch non è un cantante: è un traghettatore di anime nell'ombra, con una voce che sembra provenire direttamente da una catacomba, glaciale e abrasiva al punto giusto.

Dietro di lui, a tessere questa trama di nero, la formazione che ogni peccatore dovrebbe conoscere a memoria: Gary Marx, Craig Adams e quel diavolo di Wayne Hussey, che porta con sé una sensibilità melodica quasi "sixties" per poi annegarla nel fumo nero della Blank Generation. E poi, sullo sfondo, il battito marziale e disumano di Doktor Avalanche, la drum-machine che scandisce il tempo di una disperazione che non concede sconti.

L'album è un’imponente architettura di suono e poesia dark visionaria. Iniziatevi alla frenesia di "Walk Away", un pezzo che vorrebbe essere pop ma finisce per diventare un addio amaro sussurrato al vento in una notte che non vuole finire mai. Perdetevi tra le fiamme gelide di "Black Planet" o nei labirinti malati di "Marian", dove il fantasma di Leonard Cohen viene evocato non per consolare, ma per tormentare. Ogni episodio è un incantesimo: dalla solennità epica della title-track fino a quella pietra tombale che risponde al nome di "Some Kind of Stranger", sette minuti di nebbia sulfurea lasciata cadere sulla nostra speranza.

Certo, la congregazione si sarebbe sciolta di lì a poco tra carte bollate e veleni, con Hussey e Adams pronti a cercare la luce con i Mission e Eldritch a barricarsi nel suo castello di rock sinfonico pacchiano. Ma in questo 1985, per un momento irripetibile, i Sisters Of Mercy sono stati l'Alfa e l'Omega del nostro disagio.

Il Verdetto: Un capolavoro assoluto che incute soggezione, un’attrazione fatale che non smette di esercitare il suo magnetismo. Se non sentite l'irresistibile impulso di svanire in una nuvola di ghiaccio secco ogni volta che parte l'intro di "No Time To Cry", allora tornate pure a scaldarvi alla luce del sole: questa liturgia di fumo e disperazione non è pane per i vostri denti. Cinque stelle di freddo marmo nero. Amen.






 

Ascolta anche: THE SISTERS OF MERCY - Some Girls Wander By Mistake [ant. 1980-83] (Merciful Release, 1992)

PLAYLIST: Post-Punk Revival (2002-17)


Liturgie del Cemento: Il Verbo Post-Punk (2002–2017)

Sintonizzate i vostri sensi sulle frequenze del disagio.

Non chiamatelo banale "revival". Quello che avete tra le mani è un rosario di ossidiana, una sequenza di scosse elettriche somministrate a un cuore che si ostina a battere a ritmo di drum-machine e bassi fangosi. In quest'ora abbondante di oscurità programmata, non celebriamo il passato, ma la sua magnifica ossessione.

Si parte dal punto zero, da quella New York che nel 2002 tornava a vestirsi di nero con gli Interpol, per poi deragliare nei corridoi claustrofobici degli Editors e nelle perversioni sintetiche degli She Wants Revenge. Ma non fatevi ingannare: la notte è lunga e il viaggio si fa sporco.

In questo numero di "Radio-Ondanera":

  • L’Abisso Americano: Il nichilismo lo-fi degli Have A Nice Life e la violenza rumorista degli A Place To Bury Strangers, i veri architetti del collasso sonoro.

  • L'Eleganza del Male: Il magnetismo degli O. Children e la grazia spettrale di The Soft Moon, prima che il vento dell'Est ci porti il gelo dei Motorama.

  • Sangue e Sudore: La furia delle Savages e l'orgoglio tricolore dei Soviet Soviet, a dimostrare che il battito non conosce confini.

Fino a chiudere il cerchio con i Drab Majesty, gli androidi tragici che ci traghettano verso un futuro dove il sole non sorge mai.

Questa non è musica per le masse. È musica per chi sa che il nero non è un colore, ma un'attitudine.

"Inginocchiatevi davanti all'altare del feedback. Io sono No Time For Bad Music, e questa è la vostra penitenza."

TRACKLIST


01.INTERPOL (US) – Obstacle I
“Turn On The Bright Lights” (2002)


02.EDITORS (UK) – Munich
“The Back Room” (2005)


03.SHE WANTS REVENGE (US) – Sister
“She Wants Revenge” (2006)


04.THE NATIONAL (US) – Mistaken for Strangers
“Boxer” (2007)


05.HAVE A NICE LIFE (US) – Bloodhail
“Deathconsciousness” (2008)


06.WHITE LIES (UK) – To Lose My Life
“To Lose My Life” (2009)


07.THE HORRORS (UK) – Primary Colours
“Primary Colours” (2009)


08.A PLACE TO BURY STRANGERS (US) – Keep Slipping Away 
“Exploding Head” (2009)


09.VEIL VEIL VANISH (US) – Anthem for a Doomed Youth
“Change In The Neon Light” (2010)


10.O. CHILDREN (UK) – Ruins
“O. Children” (2010)


11.THE SOFT MOON (US) – Breathe the Fire
“The Soft Moon” (2010)


12.HOLOGRAMS (SVE) – ABC City
“Holograms” (2012)


13.SAVAGES (UK) – She Will 
“Silence Yourself” (2013)


14.SOVIET SOVIET (IT) – 1990
“Fate” (2013)


15.EAGULLS (UK) – Tough Luck
“Eagulls” (2014)


16.PROTOMARTYR (US) – Scum, Rise!
“Under Color Of Official Right” (2014)


17.TOTAL CONTROL (AUS) – Flesh War
“Typical System” (2014)


18.VIET CONG [PREOCCUPATIONS] (CAN) – Continental Shelf 
“Viet Cong” (2015)


19.MOTORAMA (RUS) – Dispersed Energy
“Poverty” (2015)


20.DRAB MAJESTY (US) – To Soon to Tell
“The Demonstration” (2017)
 

PLAYLIST: L.A. Psych (1966-69)


Tramonti all’Acido: Il Vangelo Psichedelico della Città degli Angeli (1966–1969)

Fratelli e sorelle del Verbo Elettrico, benvenuti sulla Sunset Strip.

Dimenticate la California da cartolina, i surfisti biondi e l’ottimismo di plastica dei beach movies. Quella che state per ascoltare è la cronaca di un incendio sensoriale che ha bruciato tra le colline di Laurel Canyon e i marciapiedi del Sunset Boulevard. Tra il 1966 e il 1969, Los Angeles non era solo una città: era un laboratorio alchemico dove il folk-rock si spaccava sotto il peso dell'LSD e il sogno americano iniziava a mostrare le sue crepe più oscure e affascinanti.

Apriamo i cancelli della percezione con il sarcasmo deviato di Frank Zappa e le sue Mothers, un monito necessario per chiederci, oggi come allora, Who Are the Brain Police?. Ci perderemo nelle otto miglia altissime dei Byrds, per poi scendere nelle cantine fumose dove i Seeds di Sky Saxon e i Doors di un giovane Dioniso di nome Jim officiano riti di puro magnetismo primordiale.

In questa liturgia lisergica:

  • I Profeti del Rumore: L’elettricità distorta di Captain Beefheart e il caos avanguardistico della West Coast Pop Art Experimental Band.

  • Fiori nel Cemento: La grazia barocca dei Love di Arthur Lee — il vero cuore nero della città — e le visioni celestiali (ma inquietanti) dei Peanut Butter Conspiracy e degli United States of America.

  • Il Delirio di West Hollywood: Il ritmo febbrile di Riot on Sunset Strip e l’odore acre di incenso e menta dei Strawberry Alarm Clock, fino a toccare il fondo del barile più gloriosamente folle con l'istrionismo maledetto di Kim Fowley.

Dalle pulsioni heavy degli Iron Butterfly ai viaggi interstellari degli Steppenwolf, questa non è solo musica: è un biglietto di sola andata per una dimensione dove il sole non tramonta mai, ma brucia ogni certezza.

"Inginocchiatevi, alzate il volume e lasciate che le vostre molecole si scompongano. Io sono No Time For Bad Music, e questa è la vostra iniziazione al crepuscolo dorato di Los Angeles."

TRACKLIST 


01.THE MOTHERS OF INVENTION – Who Are the Brain Police?
Giugno 1966
LP “Freak Out!” (Verve)


02.THE BYRDS – Eight Miles High
Luglio 1966
LP “Fifth Dimension” (Columbia)


03.THE SEEDS – Mr. Farmer
Ottobre 1966
LP “A Web Of Sound” (GNP Crescendo)


04.THE DOORS – The Crystal Ship
Gennaio 1967
LP “The Doors” (Elektra)


05.THE PEANUT BUTTER CONSPIRACY – It’s a Happening Thing
Marzo 1967
LP “The Peanut Butter Conspiracy Is Spreading” (Columbia)


06.THE WEST COAST POP ART EXPERIMENTAL BAND – Transparent Day
Marzo 1967
LP “Part One” (Reprise)


07.CAPTAIN BEEFHEART AND HIS MAGIC BAND – Electricity
Giugno 1967
LP “Safe As Milk” (Buddah)


08.KALEIDOSCOPE – Keep Your Mind Open
Giugno 1967
LP “Side Trips” (Epic)


09.THE ELECTRIC PRUNES – Long Day’s Flight
Agosto 1967
LP “Underground” (Reprise)


10.CHOCOLATE WATCH BAND – Are You Gonna Be There (At the Love-In)
Settembre 1967
LP “No Way Out” (Tower)


11.CLEAR LIGHT – Black Roses
Settembre 1967
LP “Clear Light” (Elektra)


12.BUFFALO SPRINGFIELD – Mr. Soul
Ottobre 1967
LP “Buffalo Springfield Again” (Atco)


13.THE STANDELLS – Riot on Sunset Strip
Ottobre 1967
LP “Try It” (Tower)


14.THE STRAWBERRY ALARM CLOCK – Incense and Peppermints
Ottobre 1967
LP “Incense and Peppermints” (Uni)


15.LOVE – A House Is Not a Motel
Novembre 1967
LP “Forever Changes” (Elektra)


16.SPIRIT – Fresh Garbage
Gennaio 1968
LP “Spirit” (Ode)


17.THE BONNIWELL MUSIC MACHINE – The Eagle Never Hunts the Fly
Febbraio 1968
LP “The Bonniwell Music Machine” (Warner Bros.)


18.THE UNITED STATES OF AMERICA – Hard Coming Love
Marzo 1968
LP “The United States Of America” (Columbia)


19.IRON BUTTERFLY – In-A-Gadda-Da-Vida [single]
Giugno 1968
LP “In-A-Gadda-Da-Vida” (Atco)


20.MERRELL FANKHAUSER & H.M.S. BOUNTY – A Visit With Ashiya
Novembre 1968
LP “Things” (Shamley)


21.STEPPENWOLF – Magic Carpet Ride
Novembre 1968
LP “The Second” (Dunhill)


22.KIM FOWLEY – Bubble Gum
1968
LP “Outrageous” (Imperial)


23.MUSIC EMPORIUM – Nam Myo Renge Kyo
Aprile 1969
LP “Music Emporium”


24.KAK – Electric Sailor
Giugno 1969
LP “Kak” (Epic)