SIOUXSIE AND THE BANSHEES (1976/2002 – London, Greater London, UK)
The Scream LP (Polydor UK/Polydor US) ✯✯✯✯✯
14 Novembre 1978 (#12 UK)
Genere: Post-Punk
Lato A
1.Pure 1:50
2.Jigsaw Feeling 4:37 *
3.Overground 3:48 *
4.Carcass 3:49 *
5.Helter Skelter 3:46 *
Lato B
6.Mirage 2:48 *
7.Metal Postcard 4:13
8.Nicotine Stain 2:57
9.Suburban Relapse 4:10 *
10.Switch 6:51 *
FORMAZIONE
Siouxsie Sioux: voce
Steven Severin: basso
John McKay: chitarra, sax
Kenny Morris: batteria, percussioni
Produzione: Siouxsie And The Banshees | Steve Lillywhite
Registrazione: RAK Studios (Londra, UK)
Grafica: Siouxsie And The Banshees
Durata: 39:04
DISCOGRAFIA (1978-87)
The Scream (Polydor, 1978) *
Join Hands (Polydor, 1979)
Kaleidoscope (Polydor, 1980) *
Juju (Polydor, 1981) *
A Kiss In The Dreamhouse (Polydor, 1982) *
Nocturne 2LP [live] (Wonderland, 1983) *
Hyaena (Wonderland, 1984)
Tinderbox (Wonderland, 1986)
Through The Looking Glass (Wonderland, 1987)
"Be a carcass... be a dead pork
Be limblessly in love"
Carcass
Be limblessly in love"
Carcass
Fratelli, sorelle, orfani del pogo: fate silenzio. Se pensavate che il 1978 fosse solo creste colorate e tre accordi sputati in faccia al sistema, i Banshees sono qui per ricordarvi che il vero terrore non urla, ma ti gela il sangue nelle vene con un sussurro.
The Scream non è un esordio; è una dichiarazione di guerra al passato, un esorcismo collettivo celebrato tra le mura dei RAK Studios. Mentre i loro compagni di barricate nel Bromley Contingent si perdevano nel caos, Siouxsie e i suoi seguaci decidevano di costruire una cattedrale di vetro e metallo dove il silenzio fa più paura del rumore.
Dimenticate la batteria "umana". Kenny Morris percuote i tom come se stesse attivando gli ingranaggi di un rito pagano in una fabbrica abbandonata: niente piatti, niente aria, solo il battito sordo di un cuore che sta per fermarsi. E sopra questo tappeto tribale, John McKay incide la pelle con una chitarra che non distilla accordi, ma sputa lame di rasoio ricoperte di flanger. È un suono bianco che ignora ogni conforto armonico, privo di anima blues, vuoto, spietato.
Al centro di tutto c'è Lei. Siouxsie non canta per compiacervi; lei vi osserva dall'alto di un piedistallo fatto di ghiaccio e rossetto nero. Quando
intona "Pure", il
tempo si ferma. Quella soglia di quiete apparente è un test di resistenza, è il
vuoto pneumatico prima che il mosaico impazzito di "Jigsaw Feeling" ci esploda tra le mani,
ricordandoci che la nostra identità è solo un cumulo di cocci taglienti. In "Carcass" ci sbatte in faccia il marciume della carne, in "Metal Postcard" trasforma la memoria storica in un incubo industriale, mentre la loro versione di "Helter Skelter" è lo stupro definitivo del sacro: prendono i Beatles e li trascinano in un vicolo buio per lasciarli lì a sanguinare nero.
Non c'è spazio
per il calore umano in questo disco. The Scream è il momento esatto
in cui il Rock ha smesso di compiacersi e ha iniziato a scrutare l’oscurità,
scoprendo che dietro le tenebre si celano occhi truccati e un piglio
aristocratico.
Il Verdetto: Un manifesto di alienazione che ha tracciato i confini
di tutto ciò che avremmo chiamato "dark". Se non sentite il brivido
scorrere lungo la schiena mentre "Switch"
consuma i suoi ultimi respiri, siete già stati dichiarati clinicamente morti.
Cinque stelle immerse nel cobalto di una piscina vuota. Amen.





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