Registrazione: Electric Lady Studios (New York, USA)
Grafica: John Gillespie
Durata: 35:23
DISCOGRAFIA
Parrocchiani della feccia,
peccatori sputati dal grigiore industriale e battezzati nel piscio dei bagni
del CBGB: mettetevi comodi sul vostro banco di spine. Se i Ramones erano i
fratelli maggiori che ti insegnavano a contare fino a quattro, i Dead Boys sono
i cugini degenerati che ti rubano l'auto e la schiantano contro un muro per il
puro gusto di sentire il rumore del metallo che si accartoccia.
Young
Loud and Snotty non è musica per educande: è una diagnosi medica. È il
collasso della civiltà registrato su nastro magnetico da cinque teppisti
arrivati da Cleveland con una missione precisa: far sembrare i Sex Pistols un
coro parrocchiale.
Tutto
comincia con l’inno sacro "Sonic Reducer". Fratelli, quel
riff di Cheetah Chrome è il nostro
Padre Nostro. È il suono di chi ha deciso di scollegarsi dal mondo ("I don't need anyone") per
rifugiarsi in una propria, personale distorsione. Stiv Bators sputa sentenze, rantola, si arrampica sulle casse del
vostro impianto con la bava alla bocca e lo sguardo di chi ha visto l'inferno e
ha deciso che dopotutto non si sta male.
Non
cercate messaggi sociali o filosofie elaborate qui dentro. In "All This and More" la band spinge
sull'acceleratore dell'urgenza melodica, mentre in "What Love Is" Bators prende l'amore, lo scaraventa sul
marciapiede e ci calpesta sopra con gli stivali sporchi. Non c'è spazio per il
romanticismo, solo per il sesso consumato nei vicoli e la provocazione pura in
pezzi come "Caught With the Meat in
Your Mouth". È rock 'n' roll ridotto ai minimi termini, pompato di
anfetamine e lanciato a trecento all'ora contro il buon gusto.
I
Dead Boys sono stati un ordigno programmato per esplodere al primo impatto,
consumandosi in fretta ma lasciando un cratere indelebile nel panorama del punk
mondiale. Erano giovani, erano rumorosi ed erano maledettamente arroganti. E
noi, piccoli peccatori, non potevamo chiedere di meglio.
Il
Verdetto: Il
monumento definitivo al punk rock più marcio, stradaiolo e incontaminato. I
Dead Boys non volevano cambiare il mondo, volevano solo dargli fuoco per vedere
che effetto faceva. Se non possedete questo reperto di violenza sonora, siete
condannati alla mediocrità eterna. Quattro spille da balia infilzate nella
carne viva e una preghiera al dio del rumore. Amen.




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