RAMONES - Rocket to Russia (1977)

RAMONES (1974/1996 – Forest Hills, NY, USA)
Rocket to Russia LP (Sire US/UK) ✯✯✯✯✯
4 Novembre 1977 (US, #49) – Dicembre 1977 (UK, #60)

Genere: Punk Rock

Lato A
1.Cretin Hop 1:55 *
2.Rockaway Beach 2:06 *
3.Here Today, Gone Tomorrow 2:47
4.Locket Love 2:09
5.I Don’t Care 1:38 *
6.Sheena Is a Punk Rocker 2:49 *
7.We’re a Happy Family 2:47 *

Lato B
8.Teenage Lobotomy 2:00 *
9.Do You Wanna Dance? 1:52 *
10.I Wanna Be Well 2:28
11.I Can’t Give You Anything 1:57
12.Ramona 2:35
13.Surfin’ Bird 2:37 *
14.Why Is It Always This Way? 2:32

FORMAZIONE
Joey Ramone: voce
Johnny Ramone: chitarra
Dee Dee Ramone: basso
Tommy Ramone: batteria

Produzione: Tony Bongiovi | Tommy Ramone
Registrazione: Mediasound Studios (New York, USA)
Grafica: John Gillespie | Arturo Vega
Durata: 31:46

DISCOGRAFIA (1976-89)
Ramones (Sire, 1976) *
Leave Home (Sire, 1977) *
Rocket To Russia (Sire, 1977) *
Road To Ruin (Sire, 1978) *
It’s Alive 2LP [live] (Sire, 1979) *
End Of The Century (Sire, 1980)
Pleasant Dreams (Sire, 1981)
Subterranean Jungle (Sire, 1983)
Too Tough To Die (Sire, 1984) *
Animal Boy (Sire, 1986)
Halfway To Sanity (Sire, 1987)
Brain Drain (Sire, 1989)

“It's not hard, not far to reach
We can hitch a ride to Rockaway Beach”

Rockaway Beach

Fratelli del muretto, balordi da sala giochi e fuggiaschi della scuola dell'obbligo: gettate via i dizionari e i manuali di filosofia. Oggi non servono trattati di sociologia, giri di parole o complicazioni mentali. Siamo nel novembre del 1977 e i Ramones entrano ai Mediasound Studios di New York per registrare il loro terzo, definitivo capolavoro. Se il Rock 'n' Roll è la nostra religione, allora Rocket to Russia è il Vangelo definitivo: l'ordigno perfetto dove la violenza della strada incontra finalmente la grazia della melodia più pura.

Dimenticate i fighetti della New Wave e chiunque cerchi di rendere la musica noiosa. I quattro finti fratellini in chiodo di pelle e jeans strappati hanno capito il segreto dell'universo: tutto quello che serve è un riff di tre accordi, un battito cardiaco dopato al limite del collasso e la voglia di urlare al sistema che essere un "cretino" è il privilegio più grande che ci sia. I Ramones non spiegano il mondo, lo prendono a calci con un'idiozia geniale che demolisce ogni sovrastruttura borghese.

Questo album non è un piagnisteo esistenziale: è una mazzata da baseball in pieno petto che fa sembrare tutto il resto pretenzioso e superato. Qui non ci sono sfumature, non ci sono pause, non c'è spazio per respirare. Johnny Ramone martella la sua Mosrite rifiutando la masturbazione degli assoli. Sopra questo frastuono celestiale, la voce di Joey si alza come quella di un angelo che ha passato troppe notti nei vicoli di New York, regalandoci canzoni che sono proiettili di puro piacere pop, concepite per far sanguinare le orecchie e guarire l'anima. Lui non canta la disperazione intellettuale, ma le fobie da marciapiede, i polmoni intasati e la voglia di fuggire da una realtà opprimente attraverso il collasso sonoro.

Ogni traccia è una scossa di adrenalina. Ascoltate "Cretin Hop": è l’inno generazionale istantaneo di chi non ha mai avuto un posto a tavola e ora si prende l'intero banchetto. Tuffatevi tra le onde di "Rockaway Beach": qui il mito della California dei Beach Boys viene preso a sprangate; il mare è sporco e la sabbia scotta, ma non importa, perché quel ritmo martellante vi solleva di peso dall'asfalto rovente di Manhattan. Con "Sheena Is a Punk Rocker", fratelli, si compie la magia: il rumore diventa bellezza, la strada si fa poesia e il punk smette di essere solo rabbia per diventare la colonna sonora della nostra libertà.

Quando arrivano le cover di "Do You Wanna Dance?" o "Surfin' Bird", il saccheggio della memoria collettiva è completo: prendono la spensieratezza dei vecchi classici e la frullano a una velocità folle, iniettandovi un nichilismo ironico e demenziale. E il culmine del cinismo arriva con la ferocia di "We're a Happy Family", un ritratto spietato e grottesco della famiglia americana media, sezionata tra psicofarmaci, droga e perversioni domestiche. 

I Ramones hanno ripulito il rock 'n' roll da anni di assoli stucchevoli riportandolo alla sua essenza: energia, divertimento e una velocità che ti toglie il fiato.

Il Verdetto: La perfezione assoluta racchiusa in pillole da due minuti. È il disco che dimostra che non serve essere complicati per essere immortali. Se riuscite a sottoporvi a questo assalto di trenta minuti senza sentire il bisogno di correre, spaccare una sedia o muovere freneticamente il piede gridando "Gabba Gabba Hey" fino a perdere la voce, allora il vostro sistema nervoso è già fuori uso. Cinque stelle di brillantina, cuoio nero e pura, fragorosa gioia. Amen.








Ascolta anche: RAMONES - Road to Ruin (Sire, 1978)

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