TALKING HEADS - Talking Heads: 77 (1977)

TALKING HEADS (1975/1991 – New York, NY, USA)
Talking Heads: 77 LP (Sire US/Sire UK) ✯✯✯✯✰
16 Settembre 1977 (#97 US; #60 UK)

Genere: New Wave Art Punk

Lato A
1.Uh-Oh, Love Comes to Town 2:48 *
2.New Feeling 3:09 *
3.Tentative Decisions 3:04
4.Happy Day 3:55
5.Who Is It? 1:41 *
6.No Compassion 4:47 *

Lato B
7.The Book I Read 4:06
8.Don’t Worry About the Government 3:00 *
9.First Week / Last Week... Carefree 3:19
10.Psycho Killer 4:19 *
11.Pulled Up 4:29 *

FORMAZIONE
David Byrne: voce, chitarra
Tina Weymouth: basso
Chris Frantz: batteria
Jerry Harrison: chitarra, tastiere, voce

Produzione: Tony Bongiovi | Lance Quinn | Talking Heads
Registrazione: Sundragon Studios (New York, USA)
Grafica: David Byrne
Durata: 38:37

DISCOGRAFIA
Talking Heads: 77 (Sire, 1977) *
More Songs About Buildings And Food (Sire, 1978) *
Fear Of Music (Sire, 1979) *
Remain In Light (Sire, 1980) *
The Name Of This Band Is Talking Heads 2LP [live] (Sire, 1982)
Speaking In Tongues (Sire, 1983)
Stop Making Sense [col. son.] [live] (Sire, 1984)
Little Creatures (Sire, 1985)
True Stories (Sire, 1986)
Naked (Sire, 1988)

"I can't seem to face up to the facts
I'm tense and nervous and I can't relax"
Psycho Killer

Fratelli del disagio cronico, peccatori dal colletto inamidato: aprite le cartelle cliniche. Se pensavate che per essere "punk" servisse per forza sbraitare contro la Regina o vomitare sui fan, oggi la vostra chiesa viene invasa da un manipolo di laureati che non hanno tempo per queste puerilità. Mentre tutti gli altri sputavano sangue e distorcevano le chitarre per sembrare pericolosi, i Talking Heads salivano sul palco del CBGB come un'équipe di scienziati in visita a un manicomio.

Qui siamo di fronte alla prima liturgia della nevrosi urbana elevata ad arte. Ma non fatevi ingannare dalle polo di Chris Frantz o dalla bellezza algida di Tina Weymouth: questa è musica pericolosa, fratelli. Il loro debutto non è un rassicurante saggio di pop intellettuale, è un esperimento di ingegneria comportamentale travestito da funky. David Byrne entra in scena con l’aria di chi ha appena visto un fantasma in un supermercato e non sa se chiamare la polizia o scriverci una tesi di laurea. La sua voce è un miracolo di contrazioni, piccoli spasmi e sussurri. È il perfetto ritratto di un sociopatico di buona famiglia a un passo dal crollo mentale, un alieno che imita le emozioni umane senza riuscire a provarle.

L'ascolto procede per piccoli, perversi traumi. L'inizio di "Uh-Oh, Love Comes to Town" è un'allucinazione ingannevole, un motivetto caraibico che simula una spensieratezza che la band ha palesemente bandito dal proprio DNA, mentre la chitarra di Jerry Harrison (un apostolo del suono moderno, sia benedetto) ricama geometrie che farebbero impazzire un architetto. In "Don't Worry About the Government" il delirio diventa politico e sinistro: Byrne esalta la burocrazia statale e il design dei palazzoni urbani con la voce atona e distaccata di un lobotomizzato felice.

E poi, naturalmente, c'è il manifesto assoluto: "Psycho Killer". Tina Weymouth martella quel giro di basso che è la base di ogni nostra ossessione presente, mentre Byrne traduce in musica la psicosi collettiva nei giorni del Figlio di Sam. Passa all'inglese, poi al francese, perdendo gradualmente il controllo della sintassi per dare voce ai pensieri geometrici di un assassino gentile, quello che ti saluta sul pianerottolo prima di... beh, lo sapete.

Questo disco non è "sporco", è asettico. È così pulito che fa male. Tony Bongiovi ci ha messo sopra una vernice lucida che rende tutto ancora più inquietante, come una sala operatoria dove si balla la disco music. È il manifesto della New Wave prima ancora che i critici sapessero come chiamarla. I Talking Heads hanno preso la nevrosi e l'hanno trasformata in qualcosa di fottutamente ballabile, consegnando la paranoia all'immortalità.

Il Verdetto: La consacrazione del Rock intellettuale. Il disco che ha reso la normalità spaventosa e la schizofrenia un dovere civico. Se non sentite il bisogno di riorganizzare compulsivamente la vostra collezione di dischi e iniziare a sospettare dei vostri vicini di casa ogni volta che parte il coro di "Psycho Killer", allora siete troppo normali per questa congregazione. Quattro tic nervosi e una prescrizione medica per l'inferno. Amen.








Ascolta anche: TALKING HEADS - More Songs About Buildings and Food (Sire, 1978)

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