RAMONES - Leave Home (1977)

RAMONES (1974/1996 – Forest Hills, NY, USA)
Leave Home LP (Sire US/Sire UK) ✯✯✯✯✯
25 Gennaio 1977 (US) – Marzo 1977 (UK, #45)

Genere: Punk Rock

Lato A
1.Glad to See You Go 2:10 *
2.Gimme Gimme Shock Treatment 1:38 *
3.I Remember You 2:15
4.Oh Oh I Love Her So 1:56 *
5.Carbona Not Glue 1:51
6.Suzy Is a Headbanger 2:08 *
7.Pinhead 2:42 *

Lato B
8.Now I Wanna Be a Good Boy 2:10
9.Swallow My Pride 2:03
10.What’s Your Game? 2:33
11.California Sun 1:58 *
12.Commando 1:50 *
13.You’re Gonna Kill That Girl 2:36
14.You Should Never Have Opened That Door 1:54

FORMAZIONE
Joey Ramone: voce
Johnny Ramone: chitarra
Dee Dee Ramone: basso
Tommy Ramone: batteria

Produzione: Tony Bongiovi | Tommy Ramone
Registrazione: Sundragon Studios (New York, USA)
Grafica: John Gillespie | Moshe Brakha | Arturo Vega
Durata: 29:57

DISCOGRAFIA (1976-89)
Ramones (Sire, 1976) *
Leave Home (Sire, 1977) *
Rocket To Russia (Sire, 1977) *
Road To Ruin (Sire, 1978) *
It’s Alive 2LP [live] (Sire, 1979) *
End Of The Century (Sire, 1980)
Pleasant Dreams (Sire, 1981)
Subterranean Jungle (Sire, 1983)
Too Tough To Die (Sire, 1984) *
Animal Boy (Sire, 1986)
Halfway To Sanity (Sire, 1987)
Brain Drain (Sire, 1989)

"Gabba Gabba, we accept you, we accept you, one of us!"
Pinhead

Peccatori cresciuti tra le esalazioni d'asfalto del Queens, fedeli al divino comandamento del "one-two-three-four": raddrizzate la schiena. Se il debutto omonimo del 1976 era stato il Big Bang che ha polverizzato i dinosauri del rock classico, Leave Home è la conferma che quel miracolo a tre accordi non è stato un incidente di percorso, ma l'inizio di una gloriosa e implacabile dittatura sonora.

Nel gennaio del 1977 i quattro fratelli di New York erano già pronti a raddoppiare la posta, più puliti nella produzione ma ancora più feroci nell'attitudine. Non c'è filosofia, non c'è introspezione: c'è solo il bisogno fisico di scaricare la tensione.

La messa si apre con la spietata ironia di "Glad to See You Go", un addio al cianuro firmato da Dee Dee che mette subito in chiaro le cose: la velocità d'esecuzione è ormai una legge fisica intangibile. Il drumming metronomico di Tommy Ramone e i downstroke ossessivo-compulsivi della chitarra di Johnny non lasciano spazio ai respiri. Sopra questo muro di suono, la voce di Joey oscilla miracolosamente tra il romanticismo da brivido di "I Remember You" e la follia clinica di "Gimme Gimme Shock Treatment", un inno all'elettroshock trattato alla stregua di un gioco da spiaggia.

E poi, fratelli, c'è il momento del culto: "Pinhead". Se non vi scatta qualcosa dentro quando Joey intona il grido di battaglia definitivo "Gabba Gabba Hey", allora la vostra anima è perduta per sempre tra i meandri di un assolo di tastiera lungo venti minuti. Ispirata al capolavoro cinematografico Freaks di Tod Browning, è l’adunata degli esclusi che hanno deciso di conquistare il mondo.

Il resto è una carrellata di proiettili pop-punk sparati a bruciapelo. Il manifesto tossico di "Carbona Not Glue" (destinato a essere rimosso dalle stampe successive per beghe di copyright sul marchio del solvente), la marcia militare condensata in meno di due minuti di "Commando" e il tributo ai fedeli della prima ora con "Suzy Is a Headbanger". C'è spazio anche per il sacro furto di "California Sun", dove i nostri dimostrano che se i Beach Boys fossero nati tra le macerie del Queens, avrebbero suonato esattamente così.

Il Verdetto: Se il primo album vi ha aperto gli occhi, Leave Home vi costringe a camminare spediti verso il centro del pogo. È veloce, è stupido, è bellissimo. È il pop che incontra la motosega in un vicolo buio e decide che dopotutto sono fatti l'uno per l'altra. Se non avete questo vinile sul vostro altare domestico, siete solo dei turisti dell'underground. Cinque stelle nere come la giacca di cuoio di Dee Dee. Amen.









Ascolta anche: RAMONES - Ramones (Sire, 1976)

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