They're forming in straight line
They're going through a tight wind
The kids are losing their minds"
Blitzkrieg Bop
Apostoli del rumore e
figli dispersi delle periferie umane: fate silenzio. Smettetela di piangere sui
vecchi altari profanati dei dinosauri da stadio: nei Plaza Sound Studios di New
York sta accadendo un miracolo che non ha bisogno di essere spiegato, ma solo
vissuto a tutto volume. Se cercate la data esatta in cui il Rock 'n' Roll è
stato strappato dalle mani dei parrucconi del progressive per essere restituito
ai legittimi proprietari — ovvero noi, i reietti della strada — quella data è
il 23 aprile 1976.
Quei quattro teppisti di
Forest Hills, con i loro nomi d'arte scippati a una vecchia prenotazione
d'albergo di Paul McCartney, entrano in studio e fanno quello che nessuno osava
più fare: pulizia etnica della noia. Johnny
imbraccia la sua Mosrite come se fosse un fucile d'assalto, Dee Dee pesta duro senza concedersi un
solo secondo di pausa, Tommy decide
che la batteria deve suonare come un cuore che galoppa verso il collasso, e Joey... beh, Joey ci spiega che si può
essere delle divinità anche con la schiena curva, i disturbi posturali e i
capelli davanti agli occhi.
"Blitzkrieg Bop" apre le danze come
una marcia militare che lancia il grido di battaglia definitivo:
"Hey! Ho! Let's Go!". Con "Beat
on the Brat" e "Judy Is a
Punk" il pop degli anni Sessanta viene violentato, infilato in un
sacco della spazzatura e fatto correre a duecento chilometri orari,
trasformando storie di ordinaria follia urbana in ritornelli killer. Ma non
fatevi ingannare da questa furia cieca. Sotto il fango e il rumore di "Chain Saw", c'è la melodia più
pura degli anni '50 passata dentro un tritacarne. Quando Joey canta "I Wanna Be Your Boyfriend", appare
il fantasma di Ronnie Spector che balla tra le macerie e il pavimento
appiccicoso di birra del CBGB. Poi Dee Dee ci trascina nell'angolo tra la
"53rd & 3rd", e lì si
respira l'odore dell'asfalto, del sudore e della disperazione della
prostituzione che solo il vero rock 'n' roll sa raccontare senza filtri.
I Ramones hanno ripulito il rock 'n' roll da anni di assoli
stucchevoli riportandolo alla sua essenza: energia, divertimento e una velocità
che ti toglie il fiato. Non ci hanno promesso il paradiso, ci hanno regalato il
presente: un capolavoro sputato fuori in appena tre giorni con un budget
ridicolo di quattromila dollari.
Il Verdetto: L'unico, solo,
inimitabile Anno Zero. Ventinove minuti che hanno azzerato la storia. Se non
avete questo disco, non avete una collezione, ma solo un mucchio di plastica
inutile. Compratelo, girate la manopola del volume fino a far incazzare i
vicini e smettetela di pensare. Cinque amplificatori Marshall fusi e un muro
decrepito su cui appoggiarsi. One-Two-Three-Four!





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