KILLING JOKE (1978 – Notting Hill, Greater London, UK)
Killing Joke LP (EG UK/EG US) ✯✯✯✯✯
13 Ottobre 1980 (#39 UK)
Genere: Post-Punk
Lato A
1.Requiem 3:44 *
2.Wardance 3:46 *
3.Tomorrow’s World 5:25 *
4.Bloodsport 4:44
Lato B
5.The Wait 3:40
6.Complications 3:06 *
7.S.O. 36 6:30 *
8.Primitive 3:32
FORMAZIONE
Jaz Coleman: vocals, synth
Kevin “Geordie” Walker: guitar
Martin “Youth” Glover: bass
Paul Ferguson: drums, backing vocals
Produzione: Killing Joke
Registrazione: Marquee Studios (Londra, UK)
Grafica: Mike Coles
Durata: 35:10
DISCOGRAFIA (1980-86)
Killing Joke (EG, 1980) *
What’s This For…! (EG, 1981) *
Revelations (EG, 1982) *
Ha!-Killing Joke Live EP [live] (EG, 1982)
Fire Dances (EG, 1983)
Night Time (EG, 1985) *
Brighter Than A Thousand Suns (EG, 1986)
“This is music to march to
Do a war dance” Wardance
Parrocchiani dell’acciaio, inginocchiatevi. Se
pensavate che la New Wave fosse solo un gioco di frangette e malinconie da
cameretta, i Killing Joke sono qui per conficcarvi due pollici negli occhi e
ricordarvi che la fine è vicina. Il nome lo hanno rubato ai Monty Python, ma qui
non c’è proprio un beneamato nulla da ridere.
Siamo nel 1980. Margaret Thatcher è appena salita al
trono di spade del Regno Unito e l'aria puzza di pioggia acida e uranio
arricchito. In questo scenario da day-after, Jaz Coleman emerge come un profeta
maniacale, un officiante che non canta, ma declama sentenze di morte da una
zona oscura dove gli spiriti di Captain Beefheart e David Thomas vagano tra le
macerie nucleari.
Ascoltate quel ritmo. Big Paul Ferguson non suona la
batteria: batte il tempo per una marcia funebre industriale. E sopra questo
martirio tribale, la chitarra di Geordie Walker incide l'aria con lame di
metallo arrugginito, mentre il basso di Youth pompa un funk malato, sporco di
grasso di macchina.
"Requiem" non è una canzone, è l'apertura dei sigilli. "Wardance"
è l'inno definitivo di una generazione che ha capito che l'unica danza rimasta
è quella che si balla sulle rovine del mondo moderno. "This is music to
march to", urla Coleman, e noi non possiamo fare altro che seguire il
ritmo, automi in una catena di montaggio che produce solo disperazione.
Non c'è spazio per il pop, se non in quella beffa
chiamata "Complications". Qui tutto è spigoloso, freddo,
implacabile. In "The Wait" senti l'odore della polvere da
sparo, mentre in "S.O.36" il "So dead" sputato da
Jaz arriva come il bacio di un morto vivente. È un disco che non accetta
compromessi: o sei con loro nella fonderia, o sei carne da macello.
Hanno creato il cyberpunk prima che Gibson scrivesse
una riga. Hanno inventato l'industrial prima che i Ministry smettessero di
giocare con il synth-pop. I Killing Joke hanno lasciato terra bruciata e noi,
piccoli peccatori, siamo ancora qui a raccogliere le braci radioattive di
questo capolavoro.
Il Verdetto: Un totem di oscurità metallica. Un’opera divinatoria
che ha previsto il collasso tecnologico con quarant’anni d’anticipo. Se non
sentite il bisogno di marciare verso l'abisso quando parte il riff di Wardance,
siete già cenere. Cinque stelle nere come il petrolio. Amen.
Ascolta anche: KILLING JOKE - What's THIS For...! (E'G, 1981)
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