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LOU REED - Transformer (1972)

LOU REED (02/03/1942 – Brooklyn, NY, USA • †27/10/2013)
Transformer LP (RCA Victor US/RCA Victor UK) ✯✯✯✯✯
8 Novembre 1972 (#13 UK; #29 US)

Genere: Glam Rock | Pop Rock

Lato A
1.Vicious 2:55 *
2.Andy’s Chest 3:17
3.Perfect Day 3:43 *
4.Hangin’ ‘Round 3:39
5.Walk on the Wild Side 4:12 * (#10 UK)

Lato B
6.Make Up 2:58
7.Satellite of Love 3:40 *
8.Wagon Wheel 3:19
9.New York Telephone Conversation 1:31 *
10.I’m So Free 3:07
11.Goodnight Ladies 4:19

INTERPRETE + COLLABORATORI
Lou Reed: voce, chitarra ritmica
Mick Ronson: chitarra solista, piano
David Bowie: cori, tastiere, chitarra acustica (5-8)
Harbie Flowers: basso, tuba (6-11)
John Halzey: batteria
Klaus Voorman: basso (3-6-7-11)
Ritchie Dharma: batteria
Barry DeSouza: batteria
Ronnie Ross: sax (5-11)
Trevor Bolder: tromba
The Thunder Thighs: cori

Produzione: David Bowie | Mick Ronson
Registrazione: Trident Studios (Londra, UK)
Grafica: Mick Rock | Ernst Thormahlen
Durata: 36:40

DISCOGRAFIA (1972-78)
Lou Reed (RCA, 1972)
Transformer (RCA, 1972) *
Berlin (RCA, 1973) *
Rock’n’Roll Animal [live] (RCA, 1974) *
Sally Can’t Dance (RCA, 1974)
Metal Machine Music 2LP (RCA, 1975)
Coney Island Baby (RCA, 1976) *
Rock And Roll Heart (Arista, 1976)
Street Hassle (Arista, 1978) *
Live: Take No Prisoners 2LP [live] (Arista, 1978)

"You're going to reap just what you sow."
Perfect Day

Peccatori, mettetevi in ginocchio. Stiamo per officiare la messa dedicata al Santo Patrono delle strade perdute, il poeta che ha trasformato il fango di New York in polvere di stelle. Prima di questo disco, Lou Reed era un fantasma che batteva i tasti di una macchina da scrivere nel seminterrato dei genitori, un re detronizzato dai suoi stessi Velvet Underground. Ma il destino, fratelli, ha i capelli tinti di arancione e il volto di un alieno di Brixton.

Transformer è il miracolo della resurrezione operato da David Bowie e Mick Ronson. Immaginate l'incontro: da una parte il nichilismo aspro di Lou, l’uomo che aveva cantato l'eroina e le perversioni; dall'altra i sarti del Glam, pronti a cucirgli addosso un abito di raso nero punteggiato di strass. Il risultato non è un compromesso, è una deflagrazione.

Si parte con "Vicious", nata da un’intuizione di quel genio maledetto di Warhol: un riff che morde e parole che graffiano. Ma è quando la puntina scivola su "Walk on the Wild Side" che la liturgia tocca il cielo. Lou ci prende per mano e ci porta a fare un giro tra i travestiti, gli spacciatori e le muse perdute della Factory. È la parata degli ultimi che diventa l’inno di una generazione, un contrabbasso che pulsa come il cuore di una metropoli ferita e quel sax che chiude la porta su un mondo che non sarà più lo stesso.

E poi, fratelli, c’è "Perfect Day". Dimenticate le pubblicità patinate. Questa è una ballata che profuma di sangue e bellezza, un momento di pace apparente prima che il buio torni a prendersi tutto. Il pianoforte di Ronson e gli archi si aprono come ali sopra la voce indolente e magnifica di Lou, mentre Bowie soffia cori celestiali in "Satellite of Love", come a voler collegare la terra al cosmo.

Bowie ci ha messo la visione, Ronson ci ha messo il muscolo e l’eleganza, ma l’anima nera rimane quella di Lou. È il disco in cui la decadenza diventa chic senza perdere un grammo della sua pericolosità. È il momento in cui l'underground ha smesso di nascondersi nei bassofondi per prendersi il trono che gli spettava.

Il Verdetto: Se non possedete questo totem, la vostra educazione sentimentale è incompleta. È un viaggio di sola andata verso il lato selvaggio della vita, dove la bellezza è sempre macchiata e il rock’n’roll è l'unica religione possibile. Cinque stelle avvolte nel cuoio nero. Amen.


http://glamidols.tumblr.com/





Ascolta anche: LOU REED - Rock n Roll Animal [live] (RCA Victor, 1974)

DAVID BOWIE - The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders From Mars (1972)

DAVID BOWIE (08/01/1947 – Brixton, Greater London, UK • †10/01/2016) 
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders From Mars LP (RCA UK/RCA US) ✯✯✯✯✯
16 Giugno 1972 (#5 UK; #75 US) 

Genere: Glam Rock Pop Rock 

Lato A 
1.Five Years 4:42 * 
2.Soul Love 3:34 
3.Moonage Daydream 4:40 
4.Starman 4:10 *
5.It Ain’t Easy 2:58 

Lato B 
6.Lady Stardust 3:22 * 
7.Star 2:47 
8.Hang On to Yourself 2:40 
9.Ziggy Stardust 3:13 * 
10.Suffragette City 3:25 * 
11.Rock ‘n’ Roll Suicide 2:58 * 

INTERPRETE + COLLABORATORI 
David Bowie: voce, chitarra acustica, sax, piano 
Mick Ronson: chitarra, tastiere, piano 
Mick ‘Woody’ Woodmansey: batteria 
Trevor Bolder: basso 
Rick Wakeman: clavicembalo (5) 
Dana Gillespie: cori (5) 

Produzione: David Bowie | Ken Scott 
Registrazione: Trident Studios (Londra, UK) 
Grafica: Terry Pastor | Kevin Cann 
Durata: 38:29 

DISCOGRAFIA (1971-74) 
Hunky Dory (RCA, 1971) * 
The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars (RCA, 1972) * 
Aladdin Sane (RCA, 1973) * 
Pin Ups (RCA, 1973) 
Diamond Dogs (RCA, 1974) *

"There's a starman waiting in the sky
He'd like to come and meet us
But he thinks he'd blow our minds”

Starman

Peccatori, oggi non ci sono preghiere da recitare, solo inni da cantare a squarciagola sotto un lampione di Heddon Street. Dimenticate la pace e l'amore dei figli dei fiori: il 1972 è l'anno in cui il rock ha smesso di guardarsi l’ombelico e ha iniziato a guardare le stelle, scoprendo che lassù c’era qualcuno con le zeppe ai piedi e il volto dipinto di lampi.

Ziggy Stardust non è un album; è la genesi di un nuovo culto.

Il sipario si alza su un pianeta morente. Cinque anni alla fine, ci urla un Bowie disperato e magnifico. Ma mentre la polvere della vecchia società si posa su di noi, ecco che arriva Lui. Ziggy è il Sacerdote dell’ambiguità, l’alieno che ci insegna che si può essere tutto e il contrario di tutto. È venuto a salvarci dalla noia con una chitarra elettrica in mano e il carisma di un dio pagano caduto dal cielo.

Ma attenzione, fratelli: questa non è un'operetta teatrale per palati fini. Questo è Rock 'n' Roll che puzza di asfalto e glitter. Sotto i costumi di seta batte il cuore dei Ragni di Marte. Sentite Mick Ronson: la sua Gibson Les Paul non suona, morde. È lui il vero architetto di questa cattedrale elettrica, capace di passare dalla carezza acustica di "Lady Stardust" all'assalto frontale di "Moonage Daydream". Se Bowie è la mente, Ronson è il muscolo e il sangue che scorre nelle vene di questo capolavoro.

Ogni traccia è una stazione della Via Crucis glam. "Starman" è la visione che ci ha redenti, "Hang On to Yourself" è il ritmo che ci ha fatto tremare le ginocchia, e "Ziggy Stardust" è l'elogio funebre di un idolo che ha osato troppo. Fino ad arrivare a "Rock 'n' Roll Suicide", il momento del sacrificio. Quando Bowie grida "Gimme your hands!", non sta solo cantando: sta officiando un sacramento. Ci sta dicendo che non siamo soli nella nostra diversità, che il palcoscenico è l'unico altare rimasto in piedi.

Bowie ha ucciso Ziggy per non morirne, lasciandoci orfani ma liberi. Ha consumato il suo personaggio in un incendio di gloria prima che la routine lo rendesse un reperto da museo.

Il Verdetto: Il disco perfetto. Un'opera che ha inventato il futuro mentre ci raccontava la fine del mondo. Se non possedete questo totem nel vostro santuario personale, siete ancora prigionieri del grigiore. Infilatevi una tuta attillata, alzate il volume e preparatevi a volare via col navigatore spaziale. Cinque stelle cadenti proprio sopra Londra. Amen.







Ascolta anche: DAVID BOWIE - The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders From Mars [30th Anniversary Edition] 2CD (EMI, 2002)