PINK FLOYD - The Piper at the Gates of Dawn (1967)

PINK FLOYD (1965 – London, Greater London, UK)
The Piper at the Gates of Dawn LP (Columbia UK/Tower US) ✯✯✯✯✯
4 Agosto 1967 (#6 UK)

Genere: Psichedelia Pop Psichedelico

Lato A
1.Astronomy Domine 4:12 *
2.Lucifer Sam 3:07 *
3.Matilda Mother 3:08 *
4.Flaming 2:46
5.Pow R. Toc H. 4:26 *
6.Take Up Thy Stethoscope and Walk 3:05

Lato B
7.Interstellar Overdrive 9:41 *
8.The Gnome 2:13
9.Chapter 24 3:42
10.The Scarecrow 2:11 *
11.Bike 3:21 *

FORMAZIONE
Syd Barrett: chitarra solista, voce
Rick Wright: organo, piano, voce
Roger Waters: basso, voce
Nick Mason: batteria, percussioni

Produzione: Norman Smith
Registrazione: Abbey Road Studios (London, UK)
Grafica: Vic Singh | Syd Barrett
Durata: 41:51

DISCOGRAFIA (1967-83)
The Piper At The Gates Of Dawn (Columbia, 1967) *
A Saucerful Of Secrets (Columbia, 1968) *
More [col. son.] (Columbia, 1969)
Ummagumma [in parte live] 2LP (Harvest, 1969) *
Atom Heart Mother (Harvest, 1970) *
Meddle (Harvest, 1971) *
Obscured By Clouds (col. son.) (Harvest, 1972)
The Dark Side Of The Moon (Harvest, 1973) *
Wish You Were Here (Harvest, 1975) *
Animals (Harvest, 1977) *
The Wall 2LP (Harvest, 1979) *
The Final Cut (Harvest, 1983)

"Blinding signs flap
Flicker, flicker, flicker blam, pow, pow
Stairway scare, Dan Dare, who's there?"

Astronomy Domine

Fratelli del terzo occhio, gettate via le vostre bussole e preparatevi a smarrirvi: qui non serve ossigeno, basta un acido ben tagliato e un briciolo di follia infantile. Se i Pink Floyd successivi si sono persi tra i muri dell'autocelebrazione, il Pifferaio di Syd Barrett ci invita a lasciare i nostri pulpiti polverosi per correre dietro a un gatto siamese o a uno spaventapasseri solitario.

The Piper at the Gates Of Dawn non è un album di canzoncine, è una tempesta di dannazione celestiale che profuma di incenso, vernice fresca e visioni proibite. Syd ci insegna a sfidare la gravità della logica, proiettandoci oltre le Colonne d’Ercole del Rock per abitare la nuda verità del sogno. È un’orgia di rock spazio-lisergico che esplode tra un riff elastico e una sinfonia allucinata.

La voce di Barrett sussurra segreti rubati ai libri di favole mentre la sua chitarra erutta cascate di luce liquida. Al suo fianco, una trinità di studenti d’architettura prova a dare una struttura solida al caos: Mason accarezza le pelli con tocco jazz, Wright strappa lamenti spaziali dal suo Farfisa e Waters scandisce un basso ossessivo, inconsapevole che un giorno diventerà il carceriere della sua stessa leggenda.

Quando partono i segnali morse di “Astronomy Domine”, non siete più in camera vostra: siete polvere stellare in un'epopea cosmica che non conosce fine. Ma è nelle miniature come “The Gnome” o “Bike” che si compie il miracolo: un pop anarchico e temerario che non ha bisogno di virtuosismi per portarti su mondi migliori, purtroppo solo immaginari.

Il Verdetto: Un sacramento di visioni ingenue e feroci e onestà brutale. La prova che per toccare il cielo non servono macchine costose, ma solo un cuore abbastanza fragile da rompersi in mille specchi. Se non sentite la realtà vacillare sotto i colpi di Interstellar Overdrive, siete già prigionieri di una vita troppo lucida e senza visioni. Amen.









Ascolta anche: PINK FLOYD - The Piper at the Gates of Dawn [40th Anniversary Edition] 3CD (EMI, 2007)

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