LITFIBA - Desaparecido (1985)

LITFIBA (1980 – Firenze, Toscana, ITA)
Desaparecido LP (I.R.A. IT) ✯✯✯✯✰
10 Marzo 1985

Genere: New Wave Post-Punk

Lato A
1.Eroi nel vento 3:55 *
2.La preda 2:50 *
3.Lulù e Marlene 4:41
4.Istanbul 5:42 *

Lato B
5.Tziganata 2:50 *
6.Pioggia di luce 4:23
7.Desaparecido 3:20
8.Guerra 5:25 *

FORMAZIONE
Piero Pelù: voce
Ghigo Renzulli: chitarra
Gianni Maroccolo: basso
Ringo De Palma: batteria
Antonio Aiazzi: tastiere

Collaboratori
Francesco Magnelli: piano
Lu Rashid: voce (4)
Hanno Rinne: chitarra (6)

Produzione: Alberto Pirelli | Carlo Ubaldo Rossi
Registrazione: Global Art System Studio (Firenze, Toscana, ITA)
Durata: 33:15

DISCOGRAFIA (1982-88)
Litfiba EP (Urgent Label, 1982)
Eneide di Krypton [col. son.] (Suono, 1983)
Yassassin EP (Contempo, 1984)
Desaparecido (I.R.A., 1985) *
17 re 2LP (I.R.A., 1986) *
12/5/87 (Aprite i vostri occhi) [live] (I.R.A., 1987)
Litfiba 3 (I.R.A., 1988)

"Eroi nel vento
È la noia che scava dentro me
Eroi nel vento
Solo noia che scava dentro me"

Eroi nel vento

Peccatori, oggi la vostra anima non sarà purificata dalle acque dell'Arno, ma dal fumo nero di una candela accesa in una cantina di via de' Bardi. Non è la nebbia industriale di Manchester e nemmeno il nichilismo tossico di Berlino; è un'oscurità diversa. Siamo nel marzo del 1985 e i Litfiba hanno appena consegnato al mondo il loro primo, vero sacramento: Desaparecido.

Questo non è un disco, fratelli, è un viaggio senza ritorno verso Oriente. Con le scarpe sporche di fango post-punk e il cuore che batte al ritmo di una danza tzigana, la I.R.A. Records timbra un vinile immortale. La foto sul retro copertina dice tutto: loro cinque bardati in cappotti scuri, sguardi truci da estetica decadente arroccati su un cumulo di pietre. La musica dentro è l’alchimia del quintetto perfetto: la chitarra di Ghigo Renzulli taglia l'aria come una scimitarra, il basso di Gianni Maroccolo è una colonna portante pizzicata col plettro, le tastiere di Antonio Aiazzi oscillano tra allucinazioni darkwave e miraggi nel deserto, mentre la batteria del compianto Ringo De Palma pesta dirompente e precisa. E poi c'è lui, il giovane sciamano Piero Pelù, che non canta: evoca spettri e detta le nuove regole del vocalismo italiano allungando le vocali come lame.

Aprite le orecchie! Ascoltate "Eroi nel vento", una cavalcata epica e disperata, il grido di chi non vuole essere carne da cannone per il sistema, dietro cui si cela un velo di malinconia. Inginocchiatevi davanti a "La Preda", un inseguimento furioso guidato dal basso incalzante di Maroccolo dove il cacciatore diventa preda, e subito dopo al cospetto di "Lulù e Marlene", una ballata che puzza di cabaret decadente, capace di far apparire vivi gli oggetti nella stanza se solo osate alzare il volume.

Ma è nelle suggestioni visionarie che i Litfiba compiono la magia. Prendono la New Wave, le tolgono il cappotto grigio londinese e le mettono addosso i colori di un bazar, il calore del sole mediterraneo e la polvere della strada. In "Istanbul" il recitato arabo sembra raccogliere il testimone dagli Area, lanciando un'estatica contemplazione sospesa tra due mondi che ha spinto un'intera generazione a viaggiare verso Oriente. Con "Tziganata" le tastiere diventano violini e profumano di sesso e lame che scintillano; in "Pioggia di luce", invece, si respira l'odore del misticismo, un’anomalia raffinata che si congeda con l'elegante assolo di chitarra dell'ospite Hanno Rinne. Nella title-track "Desaparecido" il lirismo è massimo: il dramma delle madri di Plaza de Mayo diventa un lamento ipnotico che vi obbliga a muovervi, perché l'indifferenza è il peccato più grave. E infine "Guerra", il pezzo che li accompagna da sempre: una marcia marziale, una contemplazione passiva e triste che esplode in un finale di caos insostenibile, dove le frequenze degli strumenti si disintegrano sotto i colpi di un bombardamento vero.

I Litfiba di quella stagione sono la risposta a ogni nostra preghiera di riscatto. Hanno preso la lingua di Dante e l'hanno piegata ai desideri di una chitarra distorta, creando un mondo dove la politica è poesia e il rock è una danza sacra intorno al fuoco. È musica carnale, fratelli. È musica che suda. Insieme a “Siberia” dei Diaframma e ad “Affinità-Divergenze” dei CCCP, questo album è il trittico d'oro che strappa lo scettro ai vecchi giganti del progressive anni Settanta per dimostrare che la New Wave, in questo Paese, è diventata maggiorenne.

Il Verdetto: La consacrazione del rock italiano moderno. Un capolavoro esoterico e politico partorito da una Firenze sotterranea che non esiste più. Il disco che ha insegnato a una nazione che si può essere internazionali restando se stessi. Se Desaparecido è un sogno, speriamo solo di non svegliarci mai. Quattro bracieri accesi di incenso e vento rivoluzionario. Amen.

Questo testo è liberamente ispirato allo storico articolo del Mucchio Selvaggio (1985) scritto da Federico Guglielmi e alla Pietra Miliare dedicata a "Desaparecido" su Ondarock




Federico Guglielmi (Mucchio Selvaggio - n.86, Marzo 1985) 


 

Ascolta anche: LITFIBA - 17 Re 2LP (I.R.A., 1986)

Nessun commento:

Posta un commento