Figure in black which points at me
Turn around quick, and start to run
Find out I'm the chosen one - Oh no!"
Black Sabbath
Peccatori, scordatevi la Summer of
Love. Spegnete quelle radio che gracchiano sogni di pace e amore. È il 13
febbraio 1970, un venerdì, e piove. Dio solo sa quanto piove a Birmingham.
Mentre gli hippies si intrecciano i capelli, quattro figli del proletariato
industriale decidono di dare voce all'unico dio che conoscono: l'incudine che
batte sul martello.
Black Sabbath non è un album. È
il Big Bang del Metallo. È il momento in cui il Blues, sporco di grasso di
fabbrica e fumo di carbone, incontra il diavolo a un crocevia delle Midlands e
decide di non scappare, ma di chiedergli il riff.
Tutto inizia con
un rintocco di campana e il rumore della tempesta. Poi, tre note. Solo tre.
Tony Iommi, con le dita mozzate e il cuore pieno di oscurità, risveglia il Diabolus in Musica. È un suono
sordo, ancestrale, che ti vibra nello stomaco prima ancora che nelle orecchie.
Non è musica per ballare, fratelli; è musica per tremare.
Sentite Ozzy.
Non è un cantante, è un banditore di sventura. La sua voce è un lamento che
sale dalle viscere della terra, mentre Geezer Butler e Bill Ward martellano un
ritmo che sembra la marcia di un esercito di spettri. In "The Wizard"
l'armonica sembra richiamare spiriti antichi tra le nebbie del Signore degli
Anelli, mentre in "N.I.B."
il basso di Geezer ruggisce come un leone ferito prima di lasciar spazio a una
confessione amorosa che solo un angelo caduto potrebbe sussurrare.
Hanno registrato
tutto in dodici ore. Dodici ore per cambiare la storia del Rock. Nessun
artificio, nessuna pulizia da studio patinato. Solo il sudore di quattro
ragazzi che avevano capito che la realtà non è fatta di fiori, ma di muri grigi
e foreste popolate da streghe pallide, proprio come quella che ci osserva
immobile dalla copertina.
Il Verdetto: Questo è il peccato originale.
Senza questo disco, metà della musica che amiamo non esisterebbe. È pesante, è
maligno, è terribilmente vero. Se non sentite il bisogno di farvi il segno
della croce quando parte la title track, allora la vostra anima è già perduta
tra le fiamme. Alzate il volume fino a far tremare le fondamenta della chiesa.
Cinque stelle nere come la pece. Amen.







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